9 anni fa
2 ottobre 2008
New generation
In questi giorni di catena di montaggio informatica, di operaia da scrivania, di lavoretti telematici (il futuro della classe operaia? cgil all’erta!) mi guardo intorno e vedo chi siamo. Siamo gente senza voce, raucedine per troppi tentativi di cercare di dire qualcosa, cosa?, a modo nostro. Incapaci di portare sulle spalle il posto da dove veniamo, le idee che ci hanno cresciuti e quelle che ci sono mancate, vogliamo stupire. Giovani scrittori coi capelli rossi o l’alopecia o il caschetto che impostano la voce e ricercano, sì, ricercano l’effetto. Un effetto speciale che stupisca prima loro stessi degli altri, che li lasci stare al mondo in un modo o nell’altro. Al mondo dove? Via, via più via dei nostri nonni che sapevano di andare e tornare, che potevano vedere oltre l’ostacolo, e gettarvi il cuore anche, i più coraggiosi. Noi non si vede oltre le previsioni del tempo. Su ogni sito e su ogni canale, diverse. Navighiamo a vista certo, ma lasciateci fare, da qualche parte arriveremo. Magari anche più in là.
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1 commento:
"..da qualche parte arriveremo. Magari anche più in là."
Dà speranza sapere che,in questi tempi grigi,almeno qualcuno crede ancora che la bellezza salverà il mondo. Ci sei dentro tu, mi ci metto dentro io e di sicuro qualche altro pazzora
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