Non è ancora Natale ma siccome i pranzi in famiglia, ahimè, non mancano mai, oggi tocca alla storia di Nani Noc-Mort dan Croc.
Anni 30, circa. Niente evolute contraeree della guerra, solo braccia.
Nani ha il suo nome e la sua discreta fama in paese, appena più di chiunque altro. Sarà perchè non ha figli. Ma una moglie che fa la segretaria ai quattro grandi vecchi che hanno aperto la casa di riposo per quei vecchi più vecchi di loro, che non so immaginare.
Nani Noc ha il suo soprannome, nè più nè meno di chiunque altro. Sarà perché ha quelle mani grandi che buttano le nocche per aria ad ogni movimento. E’ il presidente del casello, della latteria turnaria per dirlo all’italiana, e se la vede ogni giorno con altre mani che spolpano mammelle, di professione.
Quando al casello vuoto arriva, in ritardo, quello un po’ scemo del paese, un bepi-o-toni-o-magari-ancora-nani Mat, Nani Noc fa il presidente, senza poltrona però. Fa il presidente del casello, l’uomo del Latte, si alza, alza la voce, inarca il petto come tutti gli uomini di tutti i tempi.
L’altro semplicemente gli molla un croc in testa, senza avvisi, senza remore, con la sua mano di cui non è dato sapere le dimensioni.
Nani Noc cade, sbatte la testa.
Nani Noc-Mort dan Croc.